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ALLA RICERCA DEL GIOVANE
HÄNDEL A ROMA



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Questo film e` una storia d’amore. Da quando ero bambino sono innamorato nella musica di Händel, innamorato con passione.

Anche il desiderio per Roma, un desiderio lungo una vita, ma all’inizio cinturato da muri: Tardi, con i primi propri “soldi dell’ovest”, viaggiai in treno nella Citta` Eterna. Era il 1990. Vivere e vedere, finalmente in prima persona, i luoghi conosciuti da tempo, seguire le tracce di Pier Paolo Pasolini!

Cio` che a Roma vidi e sentì, fu impressionante. Vidi per la prima volta l’incredibile miseria dei senza tetto. In Piazza Venezia una donna, col volto amareggiato, si preparava un letto fatto da cartoni, sotto i pini dei Fori Imperiali bighellonavano uomini sbandati.

Nella Capella Sistina (li`, dove una volta Mozart, come tutti i musicisti in viaggio - e senza dubbio anche il giovane Händel - assorbi` dentro se stesso il MISERERE di Allegri, e dove il “suono magico” delle ultime voci di castrati incanto` Romain Rolland), io senti` il rumore delle classi di alunni e di gruppi di turisti stanchi ed esausti…

Dei tedeschi a Roma sentii e vidi tanto, le loro abitazioni, i loro studi, le loro tombe (li` dove giacciono le ceneri di Gramsci). Dalla nota guida turistica del Club Automobilistico Italiano appresi, si`, che Mussolini aveva fatto costruire la Stazione Ostiense appositamente per ricevere Hitler. Di Händel invece nulla si menzionò, nessuna parte.

Nella Basilica in Laterano niente diede un cenno a lui, e niente nella Galleria Doria-Pamphilj, niente presso i Colonna (fino ad oggi).

Ma il mio primo CD lo acquistai al Pantheon (nel quale e` sepolto Arcangelo Corelli): IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO sotto Minkowski. La nostalgia per l’oratorio italiano di Händel si era accesa da quando la radio l’aveva trasmesso agli inizi degli anni 70. Cifre della felicita`.

Poi, una offerta che risale da molti anni prima si concretizzo` e, per richiesta di un intendente d’opera, dovevo scrivere una specie di Revue da Teatro sulla vita di Händel. Dopo tante settimane di lavoro, pero`, il progetto venne abbandonato - senza il minimo clamore. Doveva essere tutto in vano?

2004: beche d´aprile, beche d´aprile! Il periodo italiano di Händel aveva suscitato nuova curiosita` in me. Il viaggio per Roma era gia` prenotato. Ora volevo sapere e vedere tutto con precisione, non abbandonare quel che avevo cominciato.

Ancora molte delusioni erano sulla mia strada. Ma a Roma una cosa divento` chiara: questo sara` un film documentario! Dove, se non qui, gli strati della storia sono piu` sensuali? Bisogna congiungere e mostrare le informazioni, la vita, i luoghi e gli spazi, le immagini e la musica.

Nella memoria collettiva e` presente il soggiorno romano di Goethe. Quello di Händel invece per niente. Persino musicisti sono di nuovo e di nuovo sorpresi e curiosi: “ah, Händel era a Roma? Dev’essere una cosa interessante.” E lo e`. E tanto - e fu almeno alquanto importate per l’opera complessiva di Händel (piu` che il viaggio italiano lo fu per l’opera complessiva di Goethe) - che anche per la strada all’illuminismo in Europa.

No, l’opera della vita di Händel non si puo` comprendere senza una conoscenza dettagliata dei suoi anni italiani. Ma, se ne interesserebbero una casa produttrice o una redazione televisiva?


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Anni di ricerca, tanti viaggi. Cosi cercai a Roma, nella mano biografie, cronache e letteratura scientifica di dubbia utilità, le tracce del giovane Händel - e, accompagnatori compresi, spesso fini` su strade sbagliate.

Piazze sbagliate, chiese sbagliate - anche perch´e le indicazioni nella letteratura erano scritte male o imprecise. E chi sa che il Palazzo Valentini una volta era il Palazzo Bonelli? E noi abitavamo ai Fori!

Tornato a Berlino, trovai nella posta l’annuale su Händel con il testo discrepante di Ursula Kirkendale ssúi risultati delle sue ricerche.

Guarda caso! Avevamo fotografato dei Carabinieri che stavano bloccando una manifestazione per le due giornaliste rapite nell’Iraq - e sul fondo: per caso la facciata di quel Palazzo dove Händel, nella primavera del 1708, aveva scritto e esibito per la prima volta il suo Oratorio di Pasqua LA RESURREZIONE.

Quanto spesso ero passato qui con l’autobus 64, guardando la Colonna di Traiano. Allora Händel, lavorando in quel Palazzo, aveva avuto lei sotto gli occhi, e le due chiese a cupola al Foro di Traiano, dove ancora fino all’ottocento si era trovata la casa di Michelangelo.

Che cosa e dove, per esempio, era Vignanello? Un luogo alle porte di Roma, come si leggeva, oppure un Il nostro oste pero` ci andava spesso con i suoi ospiti, 24 fermate dell’autobus …; Vignanello! Piove. Una iscrizione e un pozzo di Francesco Maria Ruspoli al Largo Gramsci. Nessuna parte affissioni elettorali per la nipote di Mussolini.

Il fabbro lavora in una grotta. Scambiamo le chiese, ma piu` tardi troviamo quella giusta. In Piazza della Repubblica c’e` qualche indicazione per Händel, una lastra con un’informazione!

Ma poi non c’e` piu` un treno di ritorno per Roma, a 64 km da qui. Nel Cafè moderno troviamo Paolo che e` disposto a portare i stranieri a Orte, la prossima stazione ferroviaria; molte grazie! Si, lui era gia` stato una volta in Germania, da bambino, nel NS-campo di concentramento a Dachau…

Mezz’anno dopo incontriamo la splendida Signora Gabriella. Ci aiutera` con le riprese - e convincera`un poliziotto a far insieme a lui irruzione in una casa dove gli abitanti stanno mangiando, perch´e vogliamo a tutti costi filmare il panorama dal balcone del figlio!

Durante le riprese serali in un parco, tutelati attentamente da Santino, il giardiniere conoscente della storia, arriva Donna Giada - nei suoi lineamenti ritroviamo quelle del suo antenato Ruspoli.

Sarebbe un capitolo a parte raccontare del quasi magico, in ogni caso simpatico incontro con Vignanello. Ma si puo` tacere del cibo? E` formidabile nel Angolino di Mariana - dal maestro cuoco di Zocchi a Pratolino è un orgia - e a Casa&Arte a Napoli è l’estasi!

A Civitavecchia (dove non avevamo il tempo di fare un bagno nel mare!) mangiavamo per la prima volta le cozze - un banchetto buonissimo, lontano dalle vie dei turisti.

La prima immagine del porto era un shock! Conoscevo quadri storici. Ma allora dove era la terrazza di Raffaello, la Porta di Bramante? Tutto distrutto nei bombardamenti. Oggi: enormi case popolari. Cio` che è rimasto: la Forte con la stemma di Giulio IIdo, costruita da Michelangelo (nessun volume su Michelangelo lo nomina).

Le angoscie e i dispiaceri che fanno sempre parte dei lavori per un film, sono passate. Avevamo appena due settimane per le riprese. Da parte italiana tutto è andato liscio e puntuale, persino la luna sopra i Palazzi dei Cesari.

Solo: gli obelischi erano coperti da impalcature, il tempo spesso lasciava da desiderare. Uno dei ricercatori doveva essere ricoverato all’ospedale e la famosa cantante cantava non qui - ma proprio a Berlino. Nel Giardino Boboli potevamo filmare solo di nascosto. A Venezia, dove, come a Firenze, pioveva di rotta, il vaporetto era andato in tilt: giusto durante le tre ore in cui c’era il sole!


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Dei Palazzi nella Laguna ci sarebbe da racontare, di Vincenzo Cardinale Grimani, dei probabili domicili di Händel, del grande Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa (che finora tutti dimenticano), del Palazzo Non Nobis - oggi noto come Palazzo Vendramin … Tre rose bianche per la tomba di Monteverdi.

In Alvito pioveva. Per Piedimonte Matese (Caserta), sede della splendida Donna Aurora, ci mancavano soldi e tempo. A Napoli, dove facevo riprese del Palazzo del Castrate Cafarelli e della tomba di Maestro Alessandro Scarlatti, una notizia tragica da casa interruppe il lavoro del cameraman. - A Pratolino non trovavamo la Villa Medicea, perch´e era stata abbattuta durante il periodo napoleonico.

Nel film manca questo importante capitolo, come manca anche la storia amburgese che precedette il viaggio di Händel in Italia: il suo incontro con Giangastone de’ Medici, un principe entusiasta della musica, il quale, nella sua ricerca per bei giovanotti, non trascurò la citta` portuaria Amburgo.

Il giovane artista borghese piacque talmente al principe fiorentino, che riuscì a convincere Händel inizialmente piuttosto scettico, del valore della musica italiana e voleva regalargli un viaggio in Italia in suo compagnia. Händel rifiuto`, chi farebbe altrettanto oggigiorno?

Poco tempo piu` tardi, Händel viaggio` da solo, a spese sue, indipendente dall’incalcolabile benevolenza aristocratica. Nel film questo non è menzionato. Troppo ristretti erano i limiti dello spazio televisivo. E mancano anche “Gänsemarktoper” (l’Opera del Mercato delle Oche) e lo sguardo geloso dell’amico Mattheson al “Signor von Binitz”, il quale nella carrozza assieme a Händel si allontanò verso Sud.

L’Oratorio Santissimo Crocifisso romano e la tomba di San Filippo Neri nella Chiesa Nova, dove una volta agi` Giacomo Carissimi e dove fu curato l’Oratorio Romano (a San Apollinare), tutto cio` doveva rimanere fuori, e purtroppo anche Carlo Cardinale Colonna, sempre amichevole nei confronti di Händel.

Forse il giovane „Monsu` Endel“ aveva diretto il suo stupefacente DIXIT DOMINUS nell’allora Collegio Germanico („San Apollinare“) vicino Piazza Navona?

Manca la spiegazione per la fama italiana di Händel, per la quale ringrazio Wolfgang Witzenmann: l’arte imponente del sassone della libera improvvisazione lascio` Roma stupefatta, perch´e dopo la morte di Frescobaldi (la sua tomba sta nella Basilica dei Santi Apostoli, vicino a quella di Colonna) quest’arte non era piu` stata esibita. E` sparita e dalle scarse annotazioni di Händel per pianoforte quasi irriconoscibile.

Manca la tomba di Pietro Cardinale Ottoboni in San Damaso, dove era troppo buio per le riprese! Nella Cancelleria al Campo de’Fiori non ci era permesso di filmare (il cortile l’abbiamo filmato di nascosto).

Ma soprattutto mancano le spettacolari filmati storici dei Pifferari, i pastori musicanti e ballanti, che negli anni 20 rappresentavano ancora qualche cosa della loro tradizione secolare, ammirata tanto da Händel.

La tomba di Benedetto Cardinale Pamphilj (in Sant’Agnese) manca, e il suo ritratto d’olio nel possesso privato di una principessa. Anche le speculazioni carini circa possibili luoghi di esibizione del TRIONFO, forse nel Palazzo Pamphilj su Piazza Navona, dovevano essere sacrificate, come anche il Collegio Clementino (oggi un palazzo mussoliniano). Invece l’avevamo filmato all’alba dal tetto di una macchina: per un effetto speciale dinamico con l’incisione in rame, aperto da un autobus di linea per il presente.

Comunque non si sa se, allora, Händel dirigeva l’Oratorio; la partitura originale nella biblioteca di Münster deve avere un aspetto inusato. Tante altre cose, però, il film racconta e mostra per la prima volta.

E ci sarebbe tanto da sciamare. 2005. Gli incontri meravigliosi con Urula Kirkendale (il film e` dedicato a lei e alle sue scoperte fondamentali riguardo al Händel romano) - sul suo terrazzo li` in alto, accanto a Palazzo Corsini, nel quale la mecenate di Corelli, Kristina di Svezia era morta (il film non ne accenna nemmeno) - il panorama a San Pietro in Montorio, dove piu` tardi si era fondata l’Accademia degl’Arcadi

Le vivaci conversazioni e passeggiate con Sabine Ehrmann-Herfort. Ma anche Halle sulla Saale e` tornata ad esserci cara, i luoghi di Händel. E, infine, la grande disponibilita` di Juliane Riepe e del suo marito, Rainer Heyink. Senza la loro disponibilita` di aiutare (e consolare) il film sarebbe diventato meno corretto e meno bello.

Abbiamo scattato centinaia di foto. Abbiamo visto, letto, vissuto e provato tante cose che senza problemi si potrebbero farne vari libri.

La Gioia: ridare qualcosa dell’immensa felicità, per la quale dobbiamo ringraziare Händel e la citta` di Roma. E questo sarebbe impensabile senza l’ingenioso taglio del film adoperato da Andrea Schumacher: attraverso il suo lavoro il film assumeva una accelerazione adatta ai ritmi creativi di Händel. Sentire e vedere la musica di Händel. Questo si chiama felicita`.


Olaf Brühl, Primavera 2007
(film documentario:
HÄNDEL A ROMA, 2006)

©
Olaf Brühl & Christian Blasberg
, Roma 2007